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    • BABELE
    • a cura di Gaia Conti
    • 21 maggio – 18 giugno 2017

    • Lunghi silenzi echeggiano solitari. Cresce, si sviluppa, avvolge, sembra crollare e si espande. Imponente ed essenziale, vuota al suo interno, la torre di Babele si erge nello spazio stagliandosi contro un cielo graffiante. L’area circostante è densa di fosche nubi. La BAG Gallery di Pesaro presenta, tra dipinti e disegni, lo scenario onirico di Alberto Andreis. L’esposizione, dal titolo impegnativo e denso, “BABELE ponte e parole, ombre riportate e disorientamenti contemporanei. Verso l’unità perduta” curata da Gaia Conti, inaugura la nuova location della galleria in centro città…

      “Quando si ha a che fare con Alberto Andreis, non c’è da chiedersi se l’arte al massimo livello può permettersi di non essere scenografia, ovvero di non essere, comunque, costruzione di uno spazio immaginato…”
      Vittorio Sgarbi


      Ricca di spunti attuali questa mostra presenta i lavori di un artista che è talentuoso e raffinato scenografo, decoratore, disegnatore e fotografo. Da diversi anni Andreis analizza in maniera puntuale il tema della famosa torre. Un soggetto vecchio come il mondo, un mito di origine biblica, ma anche un’efficace metafora del nostro presente.

      “Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra” - Genesi (11,19). L’essere umano in competizione con l’Altissimo, l’uomo arrogante, sfacciato, che si spinge oltre i Limiti con una costruzione talmente elevata da “toccare” il cielo. É la storica vendetta di Dio che mischia le carte, anzi i linguaggi, fino a vanificare ogni sforzo.

      Attraverso questo suo viaggio analitico intorno all’imperituro simbolo, l’artista riapre il discorso della stagione metafisica italiana con uno stile personale e definito. Estrema cura per ogni dettaglio, visionarietà e pathos accompagnati da un senso di cupo ed enigmatico mistero. Energia, sensibilità, spontaneità si toccano con mano nella rappresentazione di scenari surreali disabitati dall’uomo, che è sapientemente escluso dal racconto visivo, pur essendone suo diretto riflesso. Alienazione e solitudine.

      Come nell’imbastire una scenografia teatrale Andreis realizza composizioni congelate nel momento stesso dello svolgimento attraverso visioni labirintiche a volte instabili e traballanti, altre solide e spiraliformi, incompiute o distrutte. Spesso la costruzione oltrepassa la tela lasciandone solo intuire il termine ultimo, uno scheletro abbandonato percorso visionariamente nei suoi scarni interni. Non fornisce alcuna informazione sulla definizione di un luogo specifico, non lascia alcun indizio per intuire un tempo preciso. Alla fine di tutto e all’inizio del nulla ci sono questi spazi architettonici al sapore d’utopia e d’ispirazione neoclassica, suggestioni antiche, atemporali e immerse in un’incessante attesa.

      Acrilici e carboncini che disegnano una realtà spoglia, misteriosa ed intrigante. Una visione di un mondo assoluto che non appartiene all’uomo ma all’ombra di esso e delle sue relazioni. Un’ombra che si presenta traslata lasciando la porta aperta a interpretazioni più profonde sul palcoscenico di una verità di cui Babele non è il punto di arrivo, ma quello di partenza. Il miraggio che si fa reale e tangibile, la tensione verso l’infinito cammino della costruzione, verso la visione, verso l’unità perduta.

      L’opening vedrà presenti l’artista, il curatore e critico d’arte Gaia Conti, riusciranno a dare la giusta parentesi introduttiva a questa ‘firma della metafisica contemporanea’. I collezionisti si potranno rivolgere ai referenti delle BAG Gallery, per prenotare le opere. Una bella occasione per osservare una numerosa serie di opere dell’artista, nella sua prima tappa marchigiana di questo lavoro.

      ALBERTO ANDREIS
      Nasce nel 1959 a Brescia, è pittore, scenografo, decoratore e fotografo. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, corso di scenografia. Assistente di Ezio Frigerio con cui collabora per il film ‘Cyrano de Bergerac’ con Depardieu, progetta spettacoli e opere nazionali e internazionali, tra cui Die Zauberflöte alla San Diego Opera, il Maometto II in co-produzione con Rossini Opera Festival. Collabora per le scenografie di numerose opere con la regia di Vittorio Sgarbi. Espone alla Quadriennale di Roma, al Palazzo Gotico di Piacenza, Biennale di Venezia 2011, sezione Lombardia, Panorama Museum di Bad Frankenhausen. Con la produzione fotografica che inizia nel 2014, è rappresentato ed espone in galleria, e fiere di settore. Vive e lavora tra Parma e New York. www.albertoandreis.com

      Bag-Gallery
      Due le sedi: Pesaro e Parma, per una piattaforma dell’arte, sempre in crescita. Un contenitore libertario dove comprendere anche discussione, dibattito e contraddittorio. Il brand ‘BAG Gallery’ promuove il lavoro artistico con nuove e stimolanti forme in grado di avere un impatto sulla fotografia, sull’arte contemporanea e sulla cultura in generale. Presso le BAG Gallery avviene infatti l’incontro tra l’opera d’arte e l’esperienza possibile che ne può scaturire. Impegno, creatività e buon gusto il resto degli ingredienti.
      www.bag-gallery.com

    • BABELE
      Ponte e parole, ombre riportate e disorientamenti contemporanei. Verso l’unità perduta’

    • Alberto Andreis

    • INAUGURAZIONE: ore 18.00 - sabato 20 maggio 2017
      Pesaro, BAG Gallery, Via Passeri 95 - 97

    • (ingresso libero)
      21 maggio - 18 giugno 2017
      (su prenotazione)


    • CONTATTI PER LA STAMPA

    • BDG Press
      +39 338.1404626 | +39 366.1977633
      relationship.bdg@bildung-inc.com


    • BAG GALLERY
      Pesaro, Via Passeri 95, 61121 (IT)
      bag.gallery.pesaro@gmail.com
      Parma, Borgo Ronchini 3, 43121 (IT)
      bag.gallery.parma@gmail.com

    • With ZEITGEIST Art Exhibit Group informazioni generali: zeitgeist.pesaro@gmail.com