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    • PAOLO SIMONAZZI.
    • MANTUA, CUBA
    • a cura di Andrea Tinterri
    • 9 settembre - 9 Ottobre 2016

    • “Questo progetto continua il mio lavoro sui piccoli mondi, sulla provincia come condizione dello spirito. Leonard Cohen sostiene che quando un Autore compone una canzone, compone sempre quella canzone. In effetti anche a Mantua ho ritrovato atteggiamenti simili a luoghi distanti nello spazio, che avevo precedentemente fotografato.”

    • Venerdì 9 settembre alle ore 18.00, presso la BAG GALLERY di Parma (Borgo Ronchini 3), verrà inaugurata la mostra Mantua, Cuba, una selezione di 21 fotografie di Paolo Simonazzi curata da Andrea Tinterri. L’esposizione è organizzata da BAG GALLERY e Zeitgeist Art Exhibit Group, col patrocinio della Fondazione Casa America e in partnership con #‎AImagazine. Il progetto, che vede l’importante collaborazione dello scrittore Davide Barilli, si concentra sulla piccola città cubana di Mantua, un luogo che la leggenda vuole fondato in seguito al naufragio del brigantino italiano “Mantua” nelle acque caraibiche. Questo episodio verrebbe confermato dalla numerosa presenza di cognomi italiani, soprattutto genovesi, nell’attuale cittadina cubana.

      Paolo Simonazzi, con il supporto fondamentale dello scrittore Davide Barilli, ha esplorato la piccola cittadina all’estremità nord occidentale di Cuba cercando di trovare i segni dell’olvido, ossia quel sentimento della dimenticanza che caratterizza lo spazio della provincia, non importa se avvolto nella nebbia della bassa emiliana o sospeso nell’afoso clima tropicale. In questo recente lavoro continua la sua ricerca sui piccoli mondi, condizioni dello spirito e non semplici luoghi geografici, che lo hanno visto raccontare la provincia italiana nella sua grottesca e intelligente ironia.

      Simonazzi fotografa gli interni caratterizzati da simboli, totem, simulacri contrastanti per poi spostarsi al racconto murario di un socialismo probabilmente romantico, fatto di pareti sbiadite e ricordi che, attualmente, si confrontano con un’apertura all’occidente sempre più necessaria e impellente; studia il rapporto tra i vari spazi che compongono il tessuto urbano, legati tra di loro da quel sentimento nostalgico che sembra filtrare il racconto, rallentare i tempi del cambiamento, conservando il mito di un isola protagonista della storia del Novecento.

    • Dopo la mostra di Parma, il progetto sarà ospitato nel mese di novembre a L’Avana, in occasione della Settimana della Cultura Italiana a Cuba. Accompagna l’esposizione un libro Greta Edizioni con un racconto inedito di Davide Barilli e un’introduzione di Andrea Tinterri in forma di intervista con Paolo Simonazzi.

    • Paolo Simonazzi (Reggio Emilia, 1961) divide la propria vita tra l'attività di medico e quella di fotografo, a cui si dedica con passione.   Nel 2016 espone presso la Collezione Maramotti, all'interno dell'XI edizione del festival di Fotografia Europea, dedicato alla via Emilia. Il progetto che propone, So near, so far, è un’ originale rilettura dei suoi progetti principali che guardano alla propria terra d'origine con uno sguardo complice, affettuoso ed ironico al tempo stesso.   Nel 2015 presenta a Torino, in occasione di The Other Art Fair, Torino, il progetto inedito Icons of Liscio, afferente alle icone del ballo liscio in Emilia-Romagna. Nel 2015 espone a Rimini (Museo della Città) Cose ritrovate, mostra realizzata e presentata nel 2014 per la IX edizione di Fotografia Europea: un viaggio visionario ispirato ai testi letterari di Ermanno Cavazzoni e di Raffaello Baldini (cat. Marsilio, 2014). Il progetto Bell'Italia (cat. Silvana Editoriale, 2014), presentato in anteprima a Fotografia Europea 2011, è successivamente approdato a Sydney, Melbourne (2012) e Tokyo (2014). Dal 2006 al 2010 si è dedicato a Mondo Piccolo, un lavoro alla riscoperta delle terre care a Guareschi, luoghi dell'anima più che della geografia (cat. Umberto Allemandi, 2010), con tappe in varie città italiane. Tra la Via Emilia e il West (cat. Baldini Castoldi Dalai, 2007) è il titolo della mostra esposta a Villa delle Rose – MAMbo, Bologna (2007), e a seguire in altre sedi italiane e straniere tra cui New York e San Francisco. Nel 2006 si è avvicinato al tema del disagio sociale con il progetto La casa degli angeli, presentata alla I edizione di Fotografia Europea e successivamente alla VI edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma (2007). Circo Bidone, uno dei suoi primi progetti fotografici, racconta di un piccolo circo sopravvissuto all'epoca della multimedialità e degli effetti speciali (cat. Zoolibri, 2003, con prefazione di Moni Ovadia).

    • Davide Barilli, nato a Parma nel 1959, ha pubblicato numerosi romanzi e raccolte di racconti. Diversi suoi libri sono ambientati a Cuba, come Le cere di Baracoa (Mursia, 2009), La nascita del Che (Aragno, 2014) e Carte d’Avana (Fedelo’s, 2010), rispettivamente secondi ai premi Fabriano (2010) e Chiara (2014) e vincitore del premio  Microeditoria per la narrativa (Chiari, 2011). Assiduo frequentatore dell’isola caraibica,  ha presentato i suoi libri e tenuto conferenze alla Feria internazionale del libro, Uneac (Unione scrittori e artisti cubani), Flex (Università di lingue straniere), Fondazione Guillen, biblioteca Villena, Casa Garibaldi, ex Union latina, sede della sezione avanera della Dante Alighieri, partecipando a numerose edizioni della Settimana della Lingua italiana. Recentemente ha curato l’antologia Gli amanti del secondo piano che raccoglie racconti di alcuni fra i più importanti narratori cubani di oggi come Alberto Guerra, Marcial Gala e Emerio Medina. Da oltre 25 anni lavora come giornalista  nella redazione della Gazzetta di Parma, occupandosi di cronache e della pagina culturale.