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    • 15 ottobre - 13 novembre 2016

    • Il 14 ottobre alle ore 18 presso BAG GALLERY di Parma inaugura la mostra Grand Tour dall’omonimo progetto del fotografo Giuliano Ferrari. Un percorso che prende avvio dall’idea del viaggio lungo l’Europa che vedeva l’Italia come una delle mete più importanti. Una tradizione iniziata nel XVII secolo, un viaggio di formazione, di conoscenza, un’assimilazione fatta di studio e contatto diretto con la storia Europea, con i reperti a cielo aperto, per ricostruire un racconto culturale, quasi iniziatico. Giuliano Ferrari parte da tale tradizione per modificarne le tracce restituite. Abbandona la matita e la carta, mezzi spesso utilizzati per appuntarsi luoghi e esperienze, per accogliere un Iphone, un mezzo veloce attraverso cui guardare il mondo, come fosse qualcosa da scomporre a pezzi, parole buone per una nuova narrazione. Non sono solo i monumenti a interessare Ferrari, ma anche un camion fermo in un parcheggio, un murales su un muro, passanti in luoghi difficilmente riconoscibili, l’anonimato della provincia. Un viaggio in Italia lungo due binari: la storia dell’arte e dell’architettura mischiata con intelligente leggerezza a strade senza nome, giostre in disuso, distese bianche di neve che cancella ogni riferimento geografico, come in una voluta perdita di direzione. Giuliano Ferrari è un fotografo professionista, che conosce bene il mezzo, ma che si concede la libertà di rifiutarlo per provare a confrontarsi con l’accumulo di immagini contemporanee. Accetta la sfida di un progetto che abbia un corpo unitario, che possa diramarsi come un vero racconto. È come se sfidasse lo sgretolarsi della memoria di immagini caricate sui social e dimenticate dopo pochi secondi di notorietà digitale. Adotta un mezzo veloce, pensato per una condivisione immediata, per costruire una storia fatta di tempi lunghi, una testimonianza simile agli appunti su carta, tracciati con una matita. Ma in questo caso le immagini sono a colori, una cromia satura, quasi a ribadire la durata temporale, l’ostinata sopravvivenza al di là del mezzo. Ferrari si confronta direttamente con un immaginario iconografico che è quello di Instagram, di Facebook, gioca con filtri predefiniti in modo che il riferimento sia esplicito. Porta alle estreme conseguenze un linguaggio per andare oltre all’effetto puramente estetico e cercare di capire quello che rimane: l’immagine e il suo significato, l’immagine e il suo tempo.

      GIULIANO FERRARI
      Giuliano Ferrari nasce a Reggio Emilia nel 1962. Comincia ad avvicinarsi al mondo della fotografia e a praticarla in modo amatoriale da giovanissimo finché, nel 1985, la passione si trasforma in professione. Nel 1987 viene iscritto all’albo dei giornalisti lavorando per molti anni come fotografo per la stampa locale e nazionale. L’amore per la fotografia di reportage in bianco e nero, unito all’attenzione per le problematiche umanitarie, lo spingono a documentare zone e situazioni di crisi come i territori occupati della Palestina, la Romania durante la rivoluzione, lo sfruttamento della prostituzione minorile in Cambogia, la disgregazione della Jugoslavia o i centri delle Suore di Carità di Madre Teresa di Calcutta. Ha conseguito, primo in Italia, la certificazione europea per la fotografia professionale di reportage (Qualified European Photographer) conferita dalla “Federation of European professional Photographers”, e dal 2000 è giudice nazionale ed internazionale per il conferimento di tale qualifica. Dal 2003 al 2006 è responsabile delle mostre e cultura del FIOF, la più importante associazione di fotografia professionale in Italia. Nel 2004 viene invitato a leggere i portfolio nell’ambito della manifestazione “Portfolio in piazza” a Savignano sul Rubicone. Nel 2008 è vincitore del concorso “Istantanee dai ponti: Calatrava a Reggio Emilia” che lo porta negli Stati Uniti a fotografare il museo di arte contemporanea di Milwaukee realizzato dall’architetto catalano. Attualmente, oltre all’attività di lavoro e di ricerca personale, tiene corsi sulle dinamiche della fotografia di racconto e sulla gestione del proprio portfolio. Sue immagini e portfolio sono stati pubblicati su importanti riviste di fotografia italiane e straniere. Sue fotografie sono conservate presso: Cabinet des estampes de la Biblioteque Nationale de France, Parigi, museo Nazionale d’Arti Naif, Luzzara (RE); Fototeca della biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, Civici Musei di Reggio Emilia, Archivio del Teatro Municipale Romolo Valli, Reggio Emilia, Museo del Po di Boretto, (RE), Associazione fotografica L’Incontro Immagine e Cultura, Samarate (VA), Musèe de la photographie à Charleroi, Belgio, Museo Nazionale di fotografia di Brescia.