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    • Paola Mattioli
    • NERO, BIANCO
      E UN PUNTO
      DI ROSSO
    • a cura di Cristina Casero
    • inaugurazione
      venerdì 13 ottobre 2017 - ore 18.00
      14 ottobre - 12 novembre 2017

    • Il prossimo venerdì 13 ottobre alle ore 18.00 presso la BAG Gallery di Parma inaugura la mostra di Paola Mattioli “Nero, bianco e un punto di rosso”, a cura di Cristina Casero.

      “Paola Mattioli ha sviluppato un suo modo personale di lavorare con la fotografia, arrivando a mettere a punto un procedimento ricorrente, una sorta di cifra stilistica, che accompagna il suo fare sin dagli esordi, poiché nasce da una esigenza profonda e fondata. Se nel fotografare, infatti, Mattioli si tiene lontana dai toni e dalle intenzioni del reportage, dal suo ritmo serrato e dalle sue immagini non decantate, è pur vero che non tende nemmeno a cristallizzare il racconto in una sola, pregnante, fotografia: invece, realizza il suo immaginario visivo attraverso foto tra loro collegate, che soprattutto nei progetti più recenti hanno spesso assunto la dimensione ideale del dittico.

      Il ricorso alla serie, alla sequenza di immagini, non sarebbe di per sé originale se le liaisons fossero incentrate su temi narrativi o di natura strettamente iconografica. La storia non si dipana, non si svolge da una fotografia all’altra, secondo uno sviluppo contenutisticamente consequenziale, magari nel tentativo di tradurre visivamente lo scorrere continuo del tempo. Le immagini si chiamano. Si cercano. Ripete spesso Mattioli. Tutto il suo lavoro, d’altro canto, è da sempre incentrato intorno al tema dello sguardo, caratterizzandosi per forti accenti concettuali che non hanno però mai precluso la strada all’impegno dell’autrice, al suo coinvolgimento in importanti questioni esistenziali, politiche e sociali. Mattioli è una fotografa e, come tale, può agire nella concretezza della vita soltanto attraverso il guardare, un gesto che quindi è leggibile al contempo come oggetto della sua riflessione e come strumento del suo fare. Le immagini, frammenti di visioni, sono il lessico del suo raccontare. Esse si legano l’una all’altra secondo leggi di una propria sintassi e acquistano senso nella tensione dinamica ed espressiva che è creata fra di loro da una vibrante dialettica, tutta giocata sul piano visivo: dal richiamarsi delle forme, dei segni e dei giochi della luce. Di una singola fotografia non so mai bene cosa farne.

      Ogni immagine può essere considerata una parola e accostando le parole si costruiscono piccole frasi. Spostando le immagini-parole il senso cambia, notevolmente, come per il montaggio nel cinema: il fatto che le fotografie si chiamino tra loro, per accostamento o dissonanza, in un modo un po’ segreto e complesso, difficilmente codificabile, mi fa pensare a Bateson quando spiega alla figlia che due fatti si sommano, ma le idee o i pensieri non si possono sommare, si possono solo combinare. Dice Mattioli. Questa logica combinatoria emerge con chiarezza dalle opere scelte per questa esposizione. Sono, infatti, qui esposte molte fotografie che originariamente facevano parte di serie più complesse e articolate. Lavorando sul suo archivio, come sempre più spesso l’autrice fa, Mattioli ha amplificato quel processo di risignificazione che caratterizza da tempo i suoi modi e utilizzando le immagini come fossero parole ha costruito un nuovo discorso, certamente diverso da altri che ha già fatto o che farà, ma sempre fatto nella sua lingua, poiché nato dal suo modo di guardare. Questa mostra si offre quindi come una occasione per vedere un racconto per immagini inedito anche per chi conosce bene la ricerca di Paola Mattioli.”
      Estratto dal testo critico di Cristina Casero

      Paola Mattioli è nata a Milano nel 1948, ha studiato filosofia e si è laureata con una tesi sul linguaggio fotografico. Il ritratto, l’interrogazione sul vedere, il linguaggio, la differenza femminile, le grandi e le piccole storie (dall’Africa alla fonderia) sono i temi che affronta con uno sguardo lontano dal classico reportage, con “una sottile distanza” che mette in gioco con leggerezza e rigore. In ogni sua ricerca emerge la costante riflessione intorno al linguaggio fotografico e ai fenomeni della visione, la domanda sul senso del vedere e del fotografare: un tenace filo rosso che lega gli uni agli altri tutti i suoi lavori.

      BAG GALLERY nasce nel 2013, con una prima sede a Pesaro e poco dopo con la nuova succursale nella città di Parma. La ricerca stilistica si concentra sull'arte contemporanea con particolare attenzione al linguaggio fotografico. Oltre a un'attenta programmazione  nelle sedi delle gallerie, lo staff di BAG Gallery collabora con enti privati e pubblici, sia in Italia che all'estero, valorizzando la propria 'scuderia' di autori. Operazioni che si accompagnano a progetti editoriali estremamente curati e di largo respiro che valorizzano le attività della stessa galleria. Il tutto è accompagnato da appuntamenti fieristici come MIA Photo Fair di Milano e Wopart di Lugano che avvicinano la proposta di galleria al mondo collezionistico. BAG Gallery è già un vero e proprio riferimento per appassionati del mondo delle belle arti, tra cui noti collezionisti. www.bag-gallery.com

    • Paola Mattioli
    • NERO, BIANCO E UN PUNTO DI ROSSO
    • inaugurazione
    • venerdì 13 ottobre 2017 // ore 18.00

    • Paola Mattioli
      Bianco Nero e un punto di rosso
      video

    • BAG Gallery Parma, Borgo Ronchini 3 (centro storico)
    • 14 ottobre - 12 novembre 2017
    • Orari di apertura // giovedì - sabato // 16.00 - 20.00 (anche su appuntamento)

    • www.bag-gallery.com

    • CONTATTI PER LA STAMPA
    • BAG Gallery // Art direction
    • T +39 338 1404626 // +39 328 0508317
    • bag.gallery.info@gmail.com // www.bag-gallery.com
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    • conti.mws@gmail.com
    • c.weitensfelder@gmail.com

    • Per ulteriori immagini, interviste all’autore e/o ai curatori e informazioni generali, contattare Magnanelli Weitensfelder Studio.